06/04/11 One week in Glasgow Il programma di scambio internazionale per l’edizione 2010/2011 del Master in Comunicazione d’Azienda UPA – Ca’ Foscari ha avuto luogo dal 19 al 26 febbraio in Scozia presso l’University of Strathclyde di Glasgow. L’intensa settimana è stata dedicata alla tematica dello Sport Marketing e infatti il programma ha visto delle interessanti sessioni d’aula dove noi, studenti del Master, abbiamo potuto comprendere l’odierna competizione esistente fra Sponsorship Marketing ed Ambush Marketing. Il professore Sean Ennis della Strathclyde University definisce lo Sponsorship Marketing come l’investimento di risorse economiche da parte di un’azienda in un’entità sportiva (evento, lega, team o specifico atleta) a supporto del raggiungimento degli obiettivi di marketing. Tale forma di marketing è quella più applicata dalle aziende, dal momento che permette di raggiungere, in caso di eventi di elevata rinomanza, un’elevata reach e, soprattutto, permette di contattare l’audience in un momento di happyness e forte coinvolgimento. La scelta di un’entità sportiva da parte di un’azienda, secondo il docente di origini irlandesi, deve tener conto, in particolar modo, della coerenza fra i valori dei due soggetti e del livello di partecipazione da parte del target di riferimento. Le aziende, optando per lo Sport Sponsorship, hanno la possibilità di definire ed arricchire la propria immagine aziendale facendo defluire, in essa, i valori positivi insiti nello sport. Infine, il professor Ennis ha elencato i principali obiettivi raggiungibili grazie allo Sponsorship Marketing: riconoscibilità della marca, miglioramento dell’immagine complessiva aziendale ed aumento delle vendite. Discorso complementare ma in totale contrapposizione è quello riguardante l’Ambush Marketing. Il professor Ennis definisce l’Ambush Marketing come una tecnica di marketing non convenzionale dove un’azienda collega il proprio brand ad una grande manifestazione sportiva senza pagare tassa di sponsorizzazione. In pratica, un’imboscata a tutti gli effetti organizzata da un’azienda, non sponsorizzatrice di un evento sportivo, finalizzata a focalizzare l’attenzione sul proprio messaggio. Tale tipo di attività è regolamentata da leggi volte a vietare l’accostamento di marchi non autorizzati ad eventi sportivi, In Italia un esempio di intervento normativo esplicito è la legge n.167/2005, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino. Nel testo viene fatto divieto di pubblicizzare e vendere prodotti o servizi volti ad indurre in inganno il consumatore sull’esistenza di una licenza o autorizzazione fra il prodotto o servizio ed i giochi olimpici. Nel paragrafo 3 della 167/2005 viene definito l’Ambush Marketing come attività parassitaria passibile di sanzioni che vanno dai 1.000 ai 10.000 euro. Anche a fronte di tali restrizioni negli ultimi tempi molte imprese di grande calibro stanno organizzando in modo sempre più accurato le loro attività di Ambush Marketing al fine di evitare problemi legali. La case history riportata dal professor Ennis riguarda gli ultimi mondiali sudafricani dove la Nike, pur non essendo sponsor ufficiale, grazie alla campagna “write the future” è stata ritenuta, da una considerevole parte del campione di una ricerca, sponsor dell’evento. Le sessioni d’aula sono poi culminate in una visita al tempio del calcio del Celtic, dove noi masterini siamo stati accolti dal direttore marketing del club scozzese, il quale, con il supporto di due collaboratori ha spiegato la differenza fra un consumatore ed un fan e come sia possibile utilizzare il web marketing ed il database marketing per creare engagement con i propri fan. Subito dopo la lezione siamo stati accompagnati dal professor Jim Hamill per una visita nel tempio del calcio scozzese, dove fra spogliatoi iper-tecnologici, innumerevoli trofei e passeggiata a bordo campo i ragazzi hanno potuto respirare l’adrenalina tipica del calcio scozzese. Durante la settimana di scambio internazionale il gruppo dei masterini ha anche avuto la possibilità di assistere ad una lezione nella sede di Visit Scotland (ente nazionale del turismo scozzese) con sede ad Edimburgo. La città, capitale della Scozia dal 1437 e sede del Parlamento dal 1999, ha acquisito nel tempo, grazie alla sua bellezza, l'appellativo di Atene del Nord. Essa è situata sulla costa orientale della Scozia e sulla riva meridionale del Firth of Forth a circa 70 km ad est di Glasgow. Il compito di Visit Scotland è quello di implementare attività di marketing turistico, in particolar modo on line, finalizzate a favorire l’affluenza e la soddisfazione dei turisti in Scozia. L’ente, grazie al web, fornisce un ventaglio di diversi itinerari turistici in Scozia costruiti per soddisfare i target profilati grazie ad un database dell’ente. I target individuati sono 3, definiti per età, reddito e durata del soggiorno. L’ente focalizza i suoi sforzi, in particolar modo, su un target con un’età compresa tra i 45 e i 65 anni con possibilità di effettuare soggiorni lunghi, in quanto ritenuti più proficui e fidelizzabili. Passiamo infine a raccontare la fantastica esperienza vissuta dai noi masterini nella Blue Sky Experiences. L’azienda, sita nel countryside di Edimburgo, è specializzata in team building, team development e corporate entertainment. La Blue Sky Experiences è sicuramente una delle più dinamiche e stimolanti strutture operanti nel management degli eventi. La filosofia e il programma di Bluesky mirano a favorire l'interazione tra i partecipanti alle attività di team building create ad hoc per migliorare le competenze, la comunicazione, le capacità di problem-solving e le prestazioni complessive dei team. Fra corde, tronchi e casse, sotto un’uggiosa pioggia scozzese, anche noi masterini abbiamo cercato di superare insieme i nostri limiti, animati da uno spirito di sana competizione e di gruppo così da raggiungere gli obiettivi proposti tramite una modalità nuova ed emozionante. Daniele Abbate, Simona Carnevale |
06/04/11 Davanti a me c’era ieri…ritorno al futuro 10 anni di collaborazione con Marshall McLuhan, sociologo, futurologo, docente presso l’Università Federico II di Napoli: Derrick De Kerkhove. Pezzi di una sfolgorante carriera del principale fautore dell’intelligenza connettiva. Un incontro, una lezione fuori dal comune, in cui non s’imparano nozioni, formule o metodi. Un incontro in cui si impara quanto sia importante riuscire a guardare il mondo senza i filtri fuorvianti del proprio “io morale”. Un incontro in cui si impara quanto ogni piccolo cambiamento possa essere il segnale debole di un futuro che potrebbe esploderci d’improvviso davanti. Un discorso che parte dall’osservazione di come l’Uomo cambi e si evolva in sintonia con i mezzi che utilizza per comunicare; dal linguaggio verbale come mezzo primario, direttamente legato alla corporalità, a quello scritto, che libera l’uomo rendendolo padrone delle informazioni e della conoscenza, fino ad arrivare all’era del digitale in cui fra social network, giornalismo di cittadinanza e realtà aumentata tutto si muove letteralmente alla velocità della luce, quella stessa velocità con cui oggi viaggiano le informazioni. In aula si parla dell’era in cui tutto è alla portata di tutti, disponibile per tutti e che, proprio per tale ragione, non appartiene a nessuno. Si approfondiscono i temi di Youtube che ha cambiato il modo di intendere la TV, di Twitter che, con i suoi impulsi è stato il motore di movimenti e rivoluzioni politiche che fra qualche anno si studieranno sui libri di scuola, si parla di trasparenza e di Wikileaks che con i sui cable è stata in grado di far tremare i piani alti dei palazzi del potere. Si discute di ibridazioni fra il corpo e le macchine che, sempre più pervasive, diventano quasi protesi. Si prova a spiegare un mondo che viaggia a due velocità; da una parte chi non ha accesso alla tecnologia e dall’altro chi la ripensa, la studia, la crea. Si dialoga su cosa accadrà quando tutti avranno accesso alle stesse risorse. Nessuna soluzione, nessun dogma piuttosto riflessioni su un futuro non lontano. Grazie a quella stessa tecnologia veniamo proiettati e vediamo proiettati spicchi di futuro. Partendo dalle interviste a McLuhan si resta quasi sconvolti ascoltando come l’esimio sociologo statunitense 35 anni fa avesse già anticipato tutto, dall’evoluzione della TV alla smaterializzazione delle informazioni, dai contenuti creati dagli utenti alla libera circolazione della conoscenza; a tratti guardando quei filmati sembra di assistere alla scena finale di un film come Blade Runner o Matrix. Dopo le parole di McLuhan si assiste poi un altro pezzo di futuro, tramite il wall presente sul sito di cultura digitale del Prof. De Kerkhove: un video che tratta di pura tecnologia in cui, un giovanissimo ingegnere indiano, presenta la propria creazione. Un kit composto da un piccola videocamera da appendere al collo e da 4 piccole clip per le dita. Un piccolo miracolo della tecnologia con cui poter fare qualsiasi cosa. Scattare foto con le dita, telefonare dal palmo di una mano, scaricare da internet e navigare proiettando le immagini su un muro, vero stavolta. Un video che lascia stupefatti ed entusiasti, da farti pensare: “lo voglio anche io!”. Un altro segnale dal futuro. La discussione si allarga, si accende e si finisce per parlare dei nessi fra l’avanzamento tecnologico e l’influenza di questo sulle relazioni umane. Non si può non parlare di come il modo di interagire sia cambiato, stia cambiando. Così emergono opinioni diverse: da una parte chi guarda con preoccupazione alla perdità di “umanità” delle relazioni, sempre più evanescenti, liquide, sempre più Avatar. Dall’altra chi la vede solo come una naturale, storica evoluzione. Le diverse opinioni però finiscono per convergere, ancora una volta sul futuro, l’unico che potrà dare una risposta a queste riflessioni. L’incontro termina mentre le discussioni ancora si susseguono, l’aula si è trasformata in un covo di curiosità, di attese e di aspettative verso un futuro che sembra essere già ieri. Fulviomaria Izzo |
18/11/10 "Nobels Colloquia" a Venezia 2 e 3 Dicembre 2010, Teatro Malibran, Venezia, "Nobels Colloquia".
L’evento di rilevanza internazionale, promosso dall’Università Ca’ Foscari e Promostudio, vedrà a confronto quattro Premi Nobel dell'economia e economisti di fama mondiale con alcuni rappresentanti dell'imprenditoria e della politica economico-finanziaria. Nel corso delle due giornate, si parlerà di temi di grande attualità, ponendo così le basi per un’analisi macro e micro economica e per la ricerca di nuove soluzioni alle principali problematiche poste dalla globalizzazione dei mercati, dalla finanziarizzazione dell’economia e dalle crisi che attraversano sia l’Occidente che l’Oriente. La classe del Master parteciperà all'evento, ma l'invito è esteso anche agli ex-masterini. E' necessaria la registrazione su http://nobelscolloquia.com/it/registrazione.html |